La Rosa di Stilo

Titolo: La Rosa di Stilo
Autore: Antonino Fontana
Collana: Neon
Anno edizione: 2020
Pagine: 270
EAN: 9788899706000
acquista

 

Quella non è una zona qualunque”, si sente ripetere all’indomani del ritrovamento del corpo di una donna dalla pelle olivastra, finita in mille pezzi sotto un cavalcavia. Un tragico incidente o un omicidio? Quelle terre, funestate da sempre da guerre di ’ndrangheta tra cosche rivali, sono un presagio di sventura. Non solo per chi ci rimette la vita ma anche per chi indaga. Celeste Iarìa, vice questore dal pugno duro ma tormen-tata dalle tante vicissitudini personali, è determinata a far luce su quanto accaduto.
Un dettaglio attira subito il suo fiuto investigativo: la donna aveva un tatuaggio di un teschio dentro una rosa, un disegno non casuale, ritrovato anni prima su un cadavere che fece molto discutere, perché al centro di un’oscura trama tra ’ndrangheta e scienziati col pallino di esperimenti estremi. Non ci sarebbe così tanta fretta di risolvere il caso se non fosse per il fatto che poco tempo dopo i cadaveri diventano quattro, tra cui quello di un famoso boss, trovato su un treno, protagonista della guerra tra le famiglie Sangregorio e i Vartolo-Carnovale che ha infiammato le terre calabresi fino a un anno prima. Sul treno che incrocia quello “maledetto” del boss, viaggiano il signor Tommaso Campanella, un anziano che ha poco da perdere e molto da raccontare e ascoltare, e il dottor Rocco Sabinis, un rosicoltore con una missione delicata. A mettere sul giusto binario Iarìa e la sua squadra è la soffiata: “Capsule gialle e blu…”, forse in possesso del boss ucciso o tra le mani di gente che ha ben pochi scrupoli a servirsene per i propri progetti folli…

 

Antonino Fontana, reggino, architetto prima a Milano e poi a Vienna, presto abbandona l’attività per dedicarsi alla propria libera ricerca artistica sulla natura e le sue rappresentazioni. Unus vestrum me traditurus est (Umberto Alle-mandi & C., Torino, 1999) è uno dei risultati del linguaggio cognitivo universale di quel “periodo ermeneutico”. Ha vissuto in cento luoghi diversi, reali e letterari, negli ultimi anni è tornato a vivere a Reggio Calabria e oltre a scrivere si è specializzato nella progettazione di costruzioni d’acciaio. Cane crudo (Robin Edizioni, Torino, 2015) è il suo romanzo d’esordio. Da un anno vive e lavora a Roma.

Articolo su UNSIC.it

Articolo su BeStar Blog

Articolo su Il Faro

Articolo su Focus Online